Fuochi
di Giulia Ticozzi / Studio Figure
2023 - ongoing
Fotografia analogica
Colore, 4x5”
I “Fuochi” collettivi, le grandi pire che le comunità costruiscono e distruggono nei momenti simbolici dell’anno, nei solstizi e negli equinozi, nei carnevali e nei cambi di stagione, sono al contempo architettura, performance e cerimonia rituale.
I materiali con cui vengono costruiti raccontano un paesaggio, la sua economia, le tradizioni e la storia dei luoghi e la loro accensione rappresenta un passaggio, una presenza, un’affermazione identitaria e un’occasione di incontro e festa.
Fotografati in banco ottico, su pellicola 4x5”, diventano grandi monumenti effimeri, la traccia unica della luce che “brucia” la materia della pellicola fotografica, rimanendo “catturata” nella lastra.
001
HERZ-JESU-FEUER
3 giugno 2023
Passo Mendola (BZ)
Gli Herz-Jesu-Feuer, fuochi del Sacro Cuore di Gesù, sono falò che accesi in occasione dell’anniversario del 3 giugno 1796, sulle cime delle montagne del Tirolo storico - Tirolo austriaco, Province autonome di Trento e Bolzano, e nell’Ampezzano - in ricordo degli eventi delle guerre napoleoniche. Vietati durante il fascismo, e dagli anni cinquanta in poi i fuochi assunsero anche un valore di lotta contro lo stato italiano accusato di non mettere in atto le disposizioni autonomistiche promesse. Questa connotazione politica contraddistinse soprattutto la cosiddetta Notte dei fuochi (Feuernacht) dove tra l’11 e il 12 giugno 1961, il Befreiung-sausschuss Südtirol compì numerosi attentati in regione.
002
GIÖBIA
25 gennaio 2024
Cantù (CO)
La leggenda vuole che la Giubiana rappresenti la figura di una giovane castellana, colpevole di aver tradito la città. L’ultimo giovedì del mese di gennaio vengono accesi dei grandi falò (o roghi) nelle piazze e bruciata la Giubiana, un grande fantoccio di paglia vestito di stracci: nel caso del rogo di Cantù il pupazzo della donna è un manichino da negozio “travestito” da strega e issato sul rogo dopo il processo in piazza.
003
FUOCHI DI SAN MARTINO - ISCIA
11 novembre 2024
Predazzo (TR)
Vengono celebrati nella data che corrispondeva un tempo alla conclusione dei lavori agricoli ed alla distribuzione delle regalìe (le quote derivanti dagli utili realizzati durante l’ultimo anno) da parte della Regola Feudale.
I falò sono 5 e corrispondono agli antichi rioni: Iscia, Somaila, la Bira, Molin e Pè de Pardac. Per le asse vengono utilizzati rami ed alberi, tentando di costruire l’assa più grande di tutti i rioni.
004
FALÒ DI PESCAROLO
13 febbraio 2024
Pescarolo ed Uniti (CR)
Il fulcro e simbolo di tutta la narrazione ruota attorno all’ albero, il più bello e imponente, che la sera di carnevale viene sacrificato e trasformato in un gigantesco falò e, simbolica-mente, come in un rito magico nell’ immaginario collettivo, dentro le sue alte lingue di fuoco, vengono bruciati ed eliminati tutti i mali legati all’ inverno che sta per andarsene. La facilità o meno con cui il fuoco arde è proporzionale alla fortuna agricola dell’anno a venire.
005
GIUBIANA DA CANZ
26 gennaio 2023
Canzo (CO)
Il fantoccio antropomorfo di paglia e stracci che viene bruciato è un rito agrario antichissimo e diffuso in tutta Europa. Il significato comune è quello dell’eliminazione di tutto ciò che è vecchio e legato all’anno passato, e la tradizione in Brianza vuole che la festa-rito venga celebrata nell’ultimo giovedì di gennaio, mese da cui, probabilmente, ha origine il nome: Giove (gennaio) Giöbia, Giubiana.
006
DISFIDA DEI FALÒ - SAN NICCOLÒ
17 gennaio 2024
Pontremoli (MS)
La disfida è una gara tra le parrocchie di San Niccolò e San Geminiano, in competizione per costruire il più grande e miglior fuoco. Il 17 gennaio è il turno del rogo di San Niccolò - sulle sponde del fiume Magra - e il 31 gennaio per quello di San Geminiano - sul fiume Verde. I falò di Pontremoli ricordano gli echi dei conflitti medievali tra Guelfi e Ghibellini. Il fuoco più alto vince la sfida.
007
FUOCO DI SANT’ANTONIO
21 gennaio 2024
Vimercate (MB)
Acceso normalmente la notte del 17 gennaio. Il rito celebra il giorno di Sant’Antonio Abate, patrono dei contadini e degli allevatori e protettore degli animali domestici. Il falò aveva lo scopo di purificare il terreno dalle scorie del raccolto precedente, di essere di buon auspicio per l’anno appena iniziato. La ricorrenza trae origini dagli antichi culti e illuminava le campagne per celebrare la vittoria della luce sul buio.