Trovanti
un viaggio di massi erratici
2026
Fotografia analogica
Colore e b/n 4x5”
Libro d’artista
Museo Vallivo di San Martino
Val Masino (SO)
Nell’ambito di Forèsta en cantäda, un progetto di ENECE film con il contributo di AESS - Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia
A cura di Tommaso Perfetti
Grafica di Atto
un viaggio di massi erratici
2026
Fotografia analogica
Colore e b/n 4x5”
Libro d’artista
Museo Vallivo di San Martino
Val Masino (SO)
Nell’ambito di Forèsta en cantäda, un progetto di ENECE film con il contributo di AESS - Archivio di Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia
A cura di Tommaso Perfetti
Grafica di Atto
Molti dei massi erratici che si incontrano adagiati sui pendii del Triangolo Lariano si sono fermati qui durante l'ultima glaciazione (almeno 20.000 anni fa), dopo un viaggio in sella al ghiacciaio Abduano, iniziato in Val Masino e rivelato dal granito ghiandone che li compone.
Cercarli e fotografarli (e guardarli) rende visibile questo lento e antico disegno del paesaggio: come è scivolato e si è separato, all'incontro con i rilievi del San Primo e del Palanzone, nei due rami del Lago di Como; come si è fermato insieme alle sue morene alla soglia della pendenza zero e delle maggiori temperature della Pianura Padana.
Più tardi, le comunità qui insediate riconoscevano con gli occhi e col tatto l'alterità di queste pietre, inspiegabili e quindi forse magiche: perciò le "chiamavano", inscrivevano la loro superficie, scavavano coppelle, le eleggevano a tombe.
Questo elenco, alternato ad alcune rappresentazioni del paesaggio che questi massi "vedono" oggi, serve a riportare in Val Masino, come fossero cartoline ritrovate di emigranti del passato, i ricordi di questo preciso errare.
Cercarli e fotografarli (e guardarli) rende visibile questo lento e antico disegno del paesaggio: come è scivolato e si è separato, all'incontro con i rilievi del San Primo e del Palanzone, nei due rami del Lago di Como; come si è fermato insieme alle sue morene alla soglia della pendenza zero e delle maggiori temperature della Pianura Padana.
Più tardi, le comunità qui insediate riconoscevano con gli occhi e col tatto l'alterità di queste pietre, inspiegabili e quindi forse magiche: perciò le "chiamavano", inscrivevano la loro superficie, scavavano coppelle, le eleggevano a tombe.
Questo elenco, alternato ad alcune rappresentazioni del paesaggio che questi massi "vedono" oggi, serve a riportare in Val Masino, come fossero cartoline ritrovate di emigranti del passato, i ricordi di questo preciso errare.
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Pietra Lentina
Pra' Filippo, Bellagio, CO
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Incisioni sulla Pietra Lentina
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Pietra Pendula
Montepiatto, Torno, Co
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Vista di Montepiatto
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Masso senza nome
Nesso, CO
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Ex- scuola elementare a Barni
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Vista del Monte San Primo e dello stabilimento Enervit
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Sasso dell'Alpe Colmenacco
Lezzeno, CO
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Edificio a Veleso
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Masso di Cechina
Cechina, Zelbio, CO
011
Sasso del Calvarone
Alpe Colmenacco, Lezzeno, CO
Per custodire Trovanti è stato realizzato un libro d’artista, che sia allo stesso tempo un dispositivo di archiviazione e un display.
È stato progettato e curato da Atto︎ e costruito artigianalmente da Cristina Balbiano d’Aramengo di Professione libro︎.
È un leporello di 6 metri in copia unica ed è custodito all’interno di Nino, l’archivio-espositore progettato da Sara Galli per raccogliere, preservare e rendere fruibili i manufatti, i documenti e i materiali prodotti nell’ambito di Forésta en Cantäda.
Soprattutto è un bene comune custodito e sempre consultabile presso il Museo Etnografico Vallivo di San Martino.
È stato progettato e curato da Atto︎ e costruito artigianalmente da Cristina Balbiano d’Aramengo di Professione libro︎.
È un leporello di 6 metri in copia unica ed è custodito all’interno di Nino, l’archivio-espositore progettato da Sara Galli per raccogliere, preservare e rendere fruibili i manufatti, i documenti e i materiali prodotti nell’ambito di Forésta en Cantäda.
Soprattutto è un bene comune custodito e sempre consultabile presso il Museo Etnografico Vallivo di San Martino.

Allestimento nello spazio pubblico.
San Martino, Val Masino, SO
Un’edizione di 6 cartoline è stata realizzata per attivare un processo di scambio fra il Triangolo Lariano e la Val Masino e per invitare il pubblico ad estendere oltre la durata del progetto il legame ideale creato attraverso trovanti.

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